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PESTLE e SWOT: le analisi

da | Ago 30, 2021 | Business plan

Le analisi SWOT e PESTLE sono strumenti ben conosciuti, soprattutto la prima.

Entrambe possono essere utilizzate come prodromo per la redazione del business plan, prima o dopo il Business Model Canvas, al fine di meglio delineare la strategia e l’ambiente entro il quale l’organizzazione si troverà a lavorare.

L’analisi PESTLE

L’analisi PESTLE, così come l’analisi SWOT, prende il nome da un acronimo:

  • Political (politico)
  • Economic (economico)
  • Social (sociale)
  • Technological (tecnologico)
  • Legal (legale)
  • Environmental (ambientale)

Questo tipo di analisi può concretamente aiutare nella redazione della seconda sezione del business plan, quella che segue l’executive summary e che è destinata alla descrizione dell’ambiente in cui si inserisce lo studio o l’organizzazione.

L’analisi PESTLE, infatti, come si desume dai termini che ne costituiscono l’acronimo, accompagna nell’osservazione della realtà sotto diversi punti di vista.

Politico

Immaginando uno studio professionale che sia interessato a lavorare solo e soltanto in Italia, questa parte dell’analisi PESTLE sarà dedicata alla riflessione sui fattori di tipo politico che possono influenzare l’attività, quali, ad esempio, gli ideali del governo in merito alla tassazione, alle idee sulle professioni regolamentate, ma anche gli orientamenti sul lavoro dipendente.

Economico

Parzialmente diversi dai fattori politici, ma influenzati da questi, sono i fattori economici.

Rientrano in questa sezione elementi come i tassi di interesse e la disponibilità di credito o finanziamenti, il costo del lavoro e i modelli salariali, le tasse e le imposte.

Sociale

I fattori sociali che possono influenzare l’attività di uno studio professionale riguardano l’età media della popolazione del luogo in cui si desidera avviare l’attività, il tasso di disoccupazione, il reddito medio, le convenzioni culturali e gli orientamenti relativi allo studio ed alla carriera.

Tecnologico

I fattori tecnologici da prendere in analisi, in considerazione dell’attuale configurazione delle libere professioni in Italia, sono molteplici, e possono fare la differenza tra uno studio medio(cre) e uno al passo con i tempi, in grado di adattarsi, sopravvivere e prosperare.

Rientrano in questa categoria le valutazioni in merito a robotizzazione e outsourcing, così come gli incentivi che potrebbero essere disponibili per favorire l’adozione di determinate tecnologie.

Legale

Le professioni di notaio, avvocato, commercialista e consulente del lavoro si basano in larga parte, alcune totalmente, su disposizioni normative.

Questa parte dell’analisi, però, è più rivolta allo studio preventivo della compliance, in termini di sicurezza sul lavoro, privacy ed antiriciclaggio, che può trovare applicazione all’interno di uno studio.

Ambientale

Per uno studio professionale, gli impatti ambientali possono essere relativamente trascurabili.

Ha senso, però, prendere in considerazione la sostenibilità ambientale in senso ampio, con tutti gli accorgimenti di economia circolare che possono trovare posto in uno studio.

Anche la collocazione geografica e la raggiungibilità degli uffici con i mezzi pubblici, così come la possibilità di lavorare da remoto trovano posto in questa sezione.

L’analisi SWOT

L’analisi SWOT è costituita da una matrice 2×2 che analizza fattori interni ed esterni in termini positivi e negativi.

Fu inventata da Albert Humphrey intorno agli anni ’60 e ’70 ed è utile a livello strategico, per prendere decisioni.

Ai fini della redazione di un business plan, questa matrice è utile per individuare la proposta di valore, per riconoscere i rischi e, in definitiva, definire una strategia, anche con l’ausilio della balanced scorecard e dell’analisi PESTLE che, di fatto, influenza la SWOT.

Quattro sono le sezioni della matrice SWOT, due rivolte verso l’interno e due rivolte verso l’esterno.

Strenghts – i punti di forza

Sono punti di forza i fattori interni all’organizzazione, su cui questa ha potere al fine di influenzare il successo o il raggiungimento dell’obiettivo.

Weaknesses – i punti di debolezza

Anche i punti di debolezza sono fattori interni all’organizzazione e rappresentano tutti quegli ambiti di miglioramento analizzabili nella BSC per i quali si può definire una strategia per ridurre al minimo la debolezza.

Opportunities – le opportunità

Le opportunità sono elementi esterni, con connotazione positiva, che influiscono sull’attività.

Potrebbero essere occasioni fornite dal contesto, magari identificate con l’analisi PESTLE, che favoriscono una buona probabilità di riuscita.

Threats – le minacce

Al contrario delle opportunità, le minacce sono elementi negativi di tipo esterno, anche questi identificabili tramite l’analisi PESTLE.

Le minacce sono fattori su cui non si ha controllo, ma che vanno identificati al fine di non farsi cogliere impreparati e di avere una strategia per arginarle.

Obiettivo dell’analisi

Così come accade per il Business Model Canvas, le analisi SWOT e PESTLE riescono meglio quando vengono svolte in modalità brainstorming.

Due sono i rischi, in queste attività: elternativamente, potrebbe succedere si restare troppo in superficie, creando una visione eccessivamente semplicistica della realtà, oppure ingessarsi in un’analisi troppo particolareggiata che faccia perdere di vista il proprio obiettivo.

Balance Scorecard, Business Model Canvas, PESTLE e SWOT possono funzionare benissimo come strumenti indipendenti, ma funzionano al meglio se vengono usati come tasselli di un’analisi approfondita e poi riportata in un business plan che le contenga e le riassuma, individuando i collegamenti tra loro.

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