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I due strumenti per sconfiggere la sindrome del foglio bianco

da | Gen 5, 2021 | Comunicazione, Comunicazione e marketing

Uno degli effetti della pandemia da Covid-19, l’abbiamo visto tutti, è stato lo spostamento online di molte attività quotidiane: la scuola, con la DAD (didattica a distanza), il lavoro, con lo smart working o remote working o telelavoro, così come gli acquisti, con l’impennata della delivery economy di cui Amazon e i servizi di food delivery sono autori e testimoni. Un’altra attività, forse meno evidente, che ha rafforzato il proprio peso online è quella delle pubbliche relazioni. Nel corso del 2019 la presenza online è passata dall’essere utile all’essere indispensabile.

Perché essere presenti sul web?

Le nuove generazioni, dai Millennial in poi, si affidano a Internet per le proprie ricerche di informazioni, quindi non essere presenti sul web significa non esistere, al contrario di chi invece c’è e viene trovato. Essere presenti sul web con una scarsa qualità significa, invece, perdere la propria unica occasione di fare una buona prima impressione.

Avere una buona presenza online permette di comunicare in modo immediato i propri servizi al possibile cliente, significa mettere il primo mattoncino di una relazione che va costruita e mantenuta nel tempo per fidelizzare il cliente e dribblare il rischio di essere percepiti come una commodity.

Sfruttando la portata della presenza online, lo studio professionale ha l’opportunità di comunicare autorevolezza creando una brand identity che lo preceda e che attiri il cliente.

Come essere presenti sul web?

I principali strumenti che consentono una presenza online qualificata sono, senza dubbio, il sito web, i profili social e il blog. Il più grande problema riscontrato da chiunque voglia scrivere sul web sta nella sindrome del foglio bianco: il cursore lampeggiante sulla casella di aggiornamento di un social è in grado di far fuggire i deboli di cuore e non solo.

La soluzione? Scrivere prima che il cursore lampeggi.

A tal fine, ci vengono incontro due strumenti: il piano editoriale e il calendario editoriale.

Il piano editoriale

Il piano editoriale è il primo alleato per avere un’idea dei contenuti da riversare sul web.

Da ragionarsi su macro-argomenti, il piano editoriale ci aiuterà a capire a chi scrivere, cosa scrivere, dove scrivere, ogni quanto scrivere e cosa vogliamo ottenere con l’attività online.

A chi scrivere, il target: sono le persone di riferimento, quelle a cui comunichiamo. Chiunque scriva su Internet deve avere ben presente chi sia il proprio lettore ideale, in modo da regolare il proprio linguaggio in modo corretto. Non c’è nulla di sbagliato nel linguaggio tecnico così come non c’è nulla di sbagliato in un linguaggio che non dia niente per scontato, l’importante è sempre scrivere con in mente il lettore desiderato.

Cosa pubblicare, i temi: il piano editoriale deve ruotare intorno a uno o più argomenti, scelti sulla scorta di ciò che è rilevante per lo studio professionale o per l’azienda. Il tema può variare in base al periodo dell’anno o della settimana, oppure può essere determinato un periodo temporale dopo il quale cambiare argomento.

Cosa pubblicare, il tipo di contenuto: c’è da sbizzarrirsi. In base a ciò che si vuole comunicare, si possono scegliere numerosi formati. Articoli, foto, video, infografiche, newsletter, podcast… l’unico limite è la creatività. Oltre alla coerenza, of course.

Dove pubblicare, il luogo: ogni social ha il suo pubblico e il suo linguaggio. Un post perfetto per TikTok difficilmente andrà bene per LinkedIn e un articolo tecnico non sarà adatto a Instagram. Il piano editoriale deve essere sviluppato anche con riferimento al luogo in cui vengono pubblicati i contenuti: quale piattaforma è utile allo scopo? La risposta giusta sta nel pubblico di riferimento. In base a pubblico e luogo, poi, devono essere adattati formato e linguaggio del post.

Quanto pubblicare, la frequenza: non c’è niente di più deludente di trovare un social non aggiornato. Il piano editoriale dovrà indicare la frequenza della pubblicazione dei diversi contenuti, sulla base di ciò che è fattibile. Pubblicare un articolo al giorno potrebbe essere fattibile per alcuni e impossibile per altri, ed al contempo utile su alcuni social e inutile su altri. La frequenza di pubblicazione non può ignorare il tipo di social e la sostenibilità nel tempo.

Cosa vogliamo ottenere, l’obiettivo: sapere per cosa si scrive è fondamentale per mantenere alta la motivazione. Gli obiettivi possono essere vari, dalla visibilità all’educazione, dalla vendita alla generazione di lead e così via.

Il calendario editoriale

Se la meta è scrivere prima che il cursore lampeggi, la strada è avere sempre pronto il contenuto da pubblicare.

Il calendario editoriale trasla nello specifico il piano editoriale, programmando giorno per giorno i contenuti che sono stati progettati con il piano editoriale.

Il ragionamento deve essere svolto con in mente tutti i fattori visti nella spiegazione del piano editoriale: la frequenza e il tipo di post dipenderanno dal recipiente, il recipiente e il tono dipenderanno dal pubblico, il pubblico e gli argomenti dipenderanno da ciò che si vuole comunicare.

Per creare un piano editoriale può essere utile usare un foglio Excel (o Google Sheet) oppure Trello.

Sono disponibili strumenti per la programmazione dei post sulle varie piattaforme: alcuni sono nativi, come per gli articoli pubblicati con WordPress e su Medium, mentre per i social esistono tool come Later e Hootsuite che, collegati agli account, pubblicano automaticamente all’ora stabilita.

Con un calendario impostato sarà possibile arrivare sempre preparati ai post, sapendo sempre che tipo di contenuto debba essere pubblicato, dove e su che argomento.

Grazie a una adeguata organizzazione, anticipare i tempi e scrivere i post prima che debbano essere pubblicati sarà tutt’altro che impossibile.

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  1. Il blog | CONSULENTE.PRO - […] di avere già un sito funzionante, una pagina blog impostata, occorre definire il piano editoriale, determinare a chi si…

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